IV Salone dell'Editoria Sociale

Parlare delle “Americhe” per riflettere su quel che succede al welfare italiano, nel mondo del terzo settore, sulla finanza e sul rapporto tra politica e democrazia. Sarà questo il filo rosso della quarta edizione del Salone dell’Editoria Sociale, che si svolge a Roma da oggi, 18 ottobre, fino a domenica 21, negli spazi di Porta Futuro. L’evento, dal titolo “Le Americhe e noi”, è promosso dalla Comunità di Capodarco, Gli Asini, Lunaria, Redattore Sociale, Edizioni dell’Asino e sostenuto economicamente dalla Provincia di Roma, dalla Camera di Commercio, da Federcasse, dalla Fondazione Unipolis e da Banca Etica. 


Negli spazi di Porta Futuro saranno presenti 38 espositori, tra case editrici, organizzazioni di volontariato e terzo settore; 41 invece gli incontri in programma con ben 173 ospiti internazionali tra cui Tariq Ali, saggista e romanziere pakistano, e il corrispondete da Beirut dell’Independent,Robert Fisk, che rifletteranno sul pantano afgano e la guerra al terrorismo statunitense. Zygmunt Bauman, Agnes Heller e Aleksandra Jasinska-Kania, invece, si confronteranno sulle ragioni dell’affermazione del populismo in Europa e altrove. Di disuguaglianze e crisi parleranno l’economista statunitense James K. Galbraith con il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini. Tra gli altri ospiti anche due protagonisti del teatro e del cinema italiani, Ascanio Celestini e Giuseppe Cederna. 

«Quest’anno il Salone si svolge a due settimane dalle elezioni presidenziali americane – ha spiegato presentando l’iniziativa Giulio Marcon, portavoce della Campagna Sbilanciamoci! -. L’obiettivo è di approfondire l’importanza di quello che succede negli Stati uniti attraverso i tanti temi che fanno dell’America una sorta di specchio deformato di quello che siamo noi, che siamo stati e che in qualche modo diventeremo. Parlare delle “Americhe” è un po’ parlare di noi, di quel che stiamo attraversando e delle prospettive del nostro Paese». Per Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, il Salone dell’Editoria sociale è importante perché «chiarisce quanto in un passaggio storico come questo l’economia sociale non si preoccupa solo di un pezzo dell’economia o della società, ma svolge una funzione generale di innovazione. Non è un Salone corporativo, ma un Salone di una parte del mondo della solidarietà che con il proprio contributo porta un pensiero di innovazione a tutti». 

Una quattro giorni di incontri, ma anche un momento di visibilità per una fetta dell’editoria italiana che si dedica ai temi del sociale. «Su circa 2.500 case editrici attive in Italia, ben 471 hanno come obiettivo la stampa di libri, riviste e pubblicazioni su temi sociali – ha spiegato Marcon -. Ogni anno vengono stampati quasi 3mila titoli sui temi sociali, mentre più di 8mila riviste si occupano di questi temi e sono pubblicate prevalentemente da organizzazioni non profit. Oltre 55mila, invece, sono i siti web che sono dedicati al sociale, mentre non si possono stimare le centinaia di migliaia di pubblicazioni distribuite gratuitamente dal terzo settore». Per Zingaretti, si tratta di una «economia vera». «I numeri delle case editrici e di quello che rappresenta oggi il mondo dell’editoria sociale ci parlano anche di un mondo economico che produce economia vera, lavoro e domanda culturale – ha spiegato Zingaretti -. Di fronte ai dati della disoccupazione penso che scommettere in questi filoni, nelle piccole e medie imprese non è altro che pensare di rafforzare quei settori che permettono produzione di ricchezza e producono un’economia vera e un nuovo modello di sviluppo».

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