Rio 2012, la Conferenza sullo Sviluppo Sostenibile affronta la sfida più difficile

Il 20 giugno 2012, a Rio De Janeiro, prenderà il via la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile. Un’occasione importante per definire il futuro del nostro pianeta e naturalmente anche l’Italia, insieme a tutte le altre nazioni partecipanti, farà la sua parte. A Rio+20, che è stata chiamata così perché celebra il ventennale della conferenza dell’ONU sull’Environment and Development (UNCED) che si tenne sempre a Rio e che cominciò questo lungo percorso di riavvicinamento alla Terra, si preparano delle nuove sfide per proteggere l’ambiente, focalizzandosi su due grandi aree tematiche:  la prima individua nella green economy l’elemento principale di una politica economica sostenibile per combattere la povertà mentre la seconda vuole impostare concretamente il “progetto”di uno schema istituzionale – da far adottare a tutti i paesi – che definisca lo sviluppo sostenibile.

E’ molto importante che anche l’ONU veda nell’approccio eco-responsabile la via migliore per uscire dalla povertà e contrastare la crisi, anche nei paesi del cosiddetto “terzo mondo”, e voglia creare un coordinamento internazionale in questo senso.


A Rio non si tratterà di discutere delle politiche ambientali nei vari paesi, come se fossero un corollario della politica economica “di prima classe”, quella che parla di bilancio statale, di agenzie di rating, di spread e dei PIL. Ma di stabilire delle vere vere e proprie strategie di sviluppo ”eco-sostenibile” che contrastino la povertà e l’incertezza economica di questi anni.
Per lavorare ai contenuti italiani alla conferenza, è stato coinvolto il CNEL (Consiglio Nazionale per l’Economia ed il Lavoro), che si sta già muovendo da un pò di tempo. La preparazione alla Conferenza di Rio 2012 è stata l’occasione favorevole per proporre anche in Italia la creazione di una Consulta per lo Sviluppo Sostenibile, presente già in molti altri paesi esteri.


Il CNEL sta preparando i materiali della conferenza con vari incontri. La data di giugno si avvicina e il nostro paese vuole, finalmente, fare la sua parte per il futuro della Terra. Così porterà la tesi della misurazione dell’effettivo livello di progresso, benessere, integrità e salute di uno stato attraverso non più i classici indicatori di stabilità economica ma nuovi indici che leggano il reale grado di sviluppo di un paese (e anche la felicità è uno di questi).
Dunque è ormai chiaro, anche a Rio+20 la green economy costituisce il motore del futuro e se ne discuterà, con interventi concreti da parte di relatori di grande levatura, capi di stato, esperti, nobel , rappresentanti di importanti settori industriali e grandi benefattori. Per centrare l’obiettivo ci sarà bisogno di tracciare le linee guida di una nuova governance.
Non è più momento di grandi utopie verdi, quindi, ma progetti concreti che possano far uscire dalla crisi mondiale.


Tra le novità della Conferenza sicuramente l’individuazione di un mediatore per le generazioni future, una nuova figura che farà da garante proprio per chi non c’è ancora. Ignorate nei dibattiti internazionali e, anzi, bistrattate, si ritrovano già indebitate a loro insaputa appena nascono.

 

Fonte: Tuttogreen.it

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